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Musica
Intervista a Massimo Di Cataldo
venerdi, 01/01/2010
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Bentornato a Massimo Di Cataldo! E’ disponibile in tutti i negozi di dischi “Macchissenefrega”, il nuovo album che vede il cantautore anche in veste di produttore. L’artista ce ne parla in questa intervista…

Massimo, cosa rappresenta per te “Macchissenefrega”?
E’ un disco molto importante per me perché mi vede anche in veste di produttore. E’ stato realizzato con il cuore, come un “concept album”, ed è quello che aspettavo di pubblicare da anni. Le canzoni raccontano della mia vita e le impressioni che ho colto guardandomi intorno. E’ a tratti ironico e provocatorio, con alcune “perle” come “Schegge di Luce”, “Universo”, “Di cose belle”, “Dio siamo noi”, e rivela un lato musicalmente inedito ed espressivo di me stesso.

Come definisci questo album?
Psichedelico.

Il lavoro fa parte di un’etichetta indipendente…come mai questa scelta?
Ho pubblicato “Macchissenefrega” con la mia label, “Dicamusica” (distribuito dalla Edel). Prima d'ora non avevo mai preso in considerazione l'opportunità di partecipare al Meeting Etichette Indipendenti, anche se personalmente ne sono stato sempre incuriosito. Per me, che da sempre ho un animo abbastanza rockettaro, è importante avere la possibilità di mettermi in gioco e di confrontarmi con i diversi linguaggi della musica; è una piccola sfida che nasce soprattutto dalla curiosità. Avendo pubblicato i miei precedenti lavori con le “major” mi sentivo abbastanza fuori dal fermento di questa realtà che ora mi appartiene in qualche modo e attraverso la quale posso finalmente esprimermi liberamente.

Nel disco, c’è una canzone alla quale ti senti maggiormente legato?
E' difficile scegliere. Ci sono dei brani molto importanti come “Dio siamo noi” che si divide in due parti ed è una canzone che lancia un messaggio diretto: siamo noi a decidere della nostra vita!

Come nascono i tuoi testi?
Dalle esperienze personali. Nascono dalle cose che mi capitano, da quello che sento e soprattutto dalle emozioni che vivo.

Quanto è cambiata la tua musica rispetto agli esordi?
Non è molto cambiata. Sin dall’inizio ho avuto una grande voglia di raccontarmi e soprattutto di esplorarmi attraverso la musica. Le tematiche sono un po’ cambiate, si sono spostate su altri punti. Magari oggi ho un approccio più maturo però considero importanti tutte le cose che musicalmente ho fatto in passato.
E’ grazie al percorso svolto negli anni precedenti che sono arrivato ad oggi.

Sei superstizioso?
Non più! Lo sono stato quando ho lavoravo in teatro. Lì la superstizione è una malattia che contagia tutti quelli che ci lavorano, anche simpaticamente.

Il tuo nuovo progetto discografico sarà supportato da un tour?
Si! Inizierò a girare l’Italia nel 2010. Al momento non ci sono date precise perché è tutto in fase di organizzazione. Per saperne di più, visitate il sito: www.massimodicataldo.it.

Hai partecipato più volte al Festival di Sanremo. Ci ritorneresti?
Non saprei...

Cosa ti aspetti dal nuovo anno?
Mah…non so! Ho l’impressione che qualcosa si vada compiendo. Spero che ci sia una rinascita per tutto e per tutti.

In bocca al lupo e buon 2010!
Crepi il lupo! Buon anno ai lettori di We Can Dance Magazine da Massimo Di Cataldo.
 
Fonte: We Can Dance Magazine
 
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