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Cinema
Invictus
lunedi, 01/02/2010
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Il razzismo è ancor’oggi un tema all’ordine del giorno, ogni domenica sentiamo di cori negli stadi ed ogni giorno s’assiste a piccole scene relative a quet’argomento.
Clint Eastwood, oramai regista d’altissimo livello, decide d’infondere la su magica mano per metter su un film su questo tema, coadiuvato dall’ottimo lavoro dall’altra parte delle cinepresa, d’un cast straordinario composto tra gli altri da: Morgan Freeman, Matt Damon, Robert Hobbs, Langley Kirkwood, Tony Kgoroge, Matt Stern, Patrick Lyster e Penny Downie.
Tratto dal romanzo "The Human Factor: Nelson Mandela and the Game that Changed the World", di John Carlin, il film è ambientato nel 1995, con l’Apartheid già conclusa ufficialmente, ma con una nazione ancora divisa e allo sbando.
Un’ occasione per svoltare è data dall’assegnazione al Sud Africa del mondiale di Rugby e dal consequenziale ritorno in scena degli Springboys, la nazionale del paese, squalificata dalle competizioni, a partire dagli anni ’80, proprio a casua dell’Apartheid.
Volendo sfruttare la manifestazione per dare una svolta alla nazione, Mandela convoca Francois Pienaar, il bianco capitano della nazionale, spiegandogli l’importanza di quanto stava accadendo e di come tramite lo sport, si sarebbe potuto far qualcosa di davvero importante per il Sud Africa.
Trascinando l’intero team in una missione ben più importante d’un “semplice” trionfo sportivo, Pienaar e Mandela divengono il simbolo di quanto più che il colore della pelle conti quello dell’anima, mostrandoci come tutti gli ostacoli possono essere travalicati.
 
Fonte: We Can Dance Magazine
 
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