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La vincitrice di Amici Grande trionfo per Emma Marrone! La vincitrice di “Amici 2010”, dotata di una voce energica e straordinariamente musicale, è riuscita in breve tempo a conquistare il pubblico. “Oltre”, il suo disco d’esordio è subito balzato al primo posto della classifica di vendita. La nuova voce della musica italiana ci illustra il suo mondo attraverso questa intervista… Emma, il tuo disco d’esordio è in testa alle classifiche di vendita. Sei soddisfatta? Di più! Provo delle sensazioni bellissime, incredibili. L’album si chiama “Oltre”, come il tatuaggio che hai alla base del collo. Che significato ha? Questa parola, per me, vuol dire molte cose e racchiude un po’ tutto il percorso svolto. Voglio che sia il pubblico a dare un significato al titolo del cd, ascoltando le canzoni. L’Ep contiene “Calore”, singolo scritto per te da Roberto Angelini. Cosa hai avvertito quando ti hanno comunicato questa notizia? Sono stata felicissima. Ho ascoltato il pezzo e mi ha colpito subito. E’ stato un piacere cantarlo perché è un brano sottile e delicato. Contiene le parole giuste per parlare d’amore. E’ un testo che ho sentito molto vicino al mio modo di essere e di parlare per cui è stato veramente facile dare un senso a questa canzone. Mi fa piacere che abbia avuto successo e che sia arrivata alla gente perché, per renderla al meglio, mi sono impegnata tantissimo. Come giudichi il tuo lavoro discografico? Credo sia molto bello. Ho avuto l’opportunità di scegliere le tracce e le ho inserite seguendo le sensazioni ed in base a ciò che volevo comunicare. Sono quasi tutte canzoni d’amore perché per me questo sentimento è il più bello da raccontare, soprattutto negli ultimi tempi. Ti aspettavi la vittoria? No. E’ stato tutto inaspettato! Come vivi il successo? In maniera molto tranquilla e rilassata. Hai dichiarato di aver partecipato ad Amici “per colpa di tuo padre”… In realtà è stata mia madre che mi ha spinto a fare i provini. Poi mio padre ha insistito tanto perché io ero in un momento in cui volevo mollare la presa su tutto. Mio padre mi ha accompagnato a tutti i provini, mi ha seguito e alla fine ce l’abbiamo fatta. Come spenderai i 200 mila Euro? Non so…ho dato tutto alla mia famiglia. Non sono una persona attaccata ai soldi. Ho già tutto quello che posso desiderare dalla vita! Ad Amici hai trovato anche l’amore…il ballerino Stefano Di Martino. Cosa ti ha colpito di lui? E’ presto per parlare d’amore! Stefano è una bella persona. Bisogna conoscersi… Da piccola cosa sognavi? Volevo fare la campionessa di ginnastica artistica. Sognavo il principe azzurro come quello di Barbie, una bella casa e di possedere un cavallo bianco. Tutte le cose che può sognare una bambina! Adesso cosa sogni? Di stare bene e che le persone che amo stiano sempre bene. Del resto la realtà, ultimamente, sta superando i sogni! Cosa ti piace di te? L’autoironia. Il saper prendermi in giro. Il tuo grande traguardo? L’obiettivo massimo è fare un concerto in un grande stadio e sentir dire che è tutto sold out. Sarebbe una grande soddisfazione! Cosa consigli a chi intende intraprendere il tuo stesso percorso? Di continuare sempre a credere in se stessi e nella propria passione. Di lavorare con amore, con la dignità giusta e con l’onestà anche quando tutto sembra non andare nel verso desiderato. Le cose, spesso, accadono in momenti inaspettati! Progetti futuri? Spero di lavorare tanto e fare delle belle cose. Pronta per il tour? Prontissima! Non vedo l’ora di esibirmi. In bocca al lupo! Crepi! Un saluto ai lettori di We Can Dance Magazine da Emma.
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Il nuovo disco “Allora sia buon viaggio”, è questo l’augurio che i Lost, tra le rock band più amate dai giovani, fanno ai fan! Il nuovo disco, in uscita il 4 maggio su etichetta Carosello Records, attesta la maturità artistica del gruppo che in breve tempo ha conquistato traguardi importanti e un posto d’onore nel panorama musicale del Bel Paese. Con la pubblicazione del terzo lavoro discografico, Walter (voce), Filippo (batteria), Luca (basso) e Roberto (chitarra), annunciano appetitose sorprese…da non perdere! Walter, il nuovo album si chiama “Allora sia buon viaggio”. Come mai questo titolo? Il titolo prende il nome da un brano contenuto nel disco, ispirato dal libro“Sulla strada” di Jack Kerouac. Il romanzo mi è piaciuto tantissimo, rispecchia la mia voglia di viaggiare, ed ha ispirato il lavoro. Questo album rappresenta un nuovo augurio per tutti coloro che lo ascolteranno e per noi stessi. Come definite questo lavoro? Bellissimo! Per ogni canzone abbiamo creato un colore diverso per rendere il tutto variopinto. Racchiude 11 tracce ed è un album maturo sia dal punto di vista musicale che dei testi. Attesta quello che ci piace fare! Se doveste descrivere questo disco attraverso la pittura, cosa rappresentereste sulla tela? Solo colori e un fulcro centrale bianco che rappresenta il nostro punto di partenza. Il primo singolo “L’applauso del cielo”, è stato scelto come colonna sonora del film di Herbert Simone Paragnani “Una canzone per te” con Emanuele Bosi, Michela Quattrociocche e Agnese Claisse, in tutte le sale italiane dal 28 maggio. Come avete accolto questa notizia? Siamo stati entusiasti perché è la prima esperienza di questo tipo e speriamo di farne altre. Inoltre, abbiamo avuto un cameo nel film ed è stata un’esperienza divertente. Che voto date a questo album? Preferiamo che sia il pubblico a dare un voto al disco. Cosa pensate dei talent show? Sono una strada per portare avanti questo sogno chiamato musica! I talent show offrono l’opportunità di avere una visibilità ampia, immediata. Il pubblico impara a conoscere i giovani in maniera approfondita, affezionandosi, attraverso il piccolo schermo. Certo, successivamente sta all’artista mantenere il successo. Pregi e difetti di ognuno di voi… Il pregio di Walter è l’essere sempre autentico. Il suo difetto? E’ permaloso. Luca è molto buono con tutti. Non sa dire “no” e questo non rappresenta solo un pregio ma è anche un difetto. Filippo ha il pregio di essere meticoloso e il suo difetto è l’essere troppo ordinato! Roberto ha il difetto di essere disordinato e logorroico. Il suo pregio? E’ l’essere sempre divertente e positivo. Quanto è importante il contatto con il pubblico? E’ fondamentale! Curiamo personalmente i nostri canali web e cerchiamo di essere presenti il più possibile. Dal 6 maggio presenterete il nuovo disco con un “Instore Tour” che vi vedrà protagonisti in tutta Italia… Lo show che porteremo in giro per la penisola all’interno degli store sarà acustico, intimo, particolare. C’è in calendario anche una tappa in Campania: il 20 maggio al Mondadori di Marcianise (CE). Inoltre, presenteremo il nuovo disco, in elettronico, in due imperdibili concerti: il 14 maggio ai Magazzini Generali di Milano e il 16 maggio al Piper di Roma. Quale sarebbe il vostro massimo trionfo? Continuare a fare dischi e poter vivere di musica…sempre! La musica ci permette di essere noi stessi, di esprimere ciò che sentiamo, osserviamo, viviamo. E’ terapia. E’ come andare dallo psicologo! Cosa sognate per il futuro? Una lunga tournée in Italia e anche oltre i confini. In più, sogniamo di diventare una realtà maggiormente affermata. Grazie ragazzi e in bocca al lupo! Crepi! Un bacio ai lettori di We Can Dance Magazine dai Lost.
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Le Vibrazioni, la band che da sempre si distingue per lo stile ispirato agli anni ’70, è tornata alla ribalta con “Le strade del tempo”! Con questo lavoro, Francesco Sàrcina (voce e chitarra), Stefano Verderi (chitarra e piano), Alessandro Deidda (batteria e percussioni) ed Emanuele Gardossi (basso), dimostrano ancora una volta di essere uno dei pochi casi nel Bel Paese in grado di conciliare il successo discografico al rock ricercato e allo stesso tempo alla profondità dei testi, capaci di offrire continui spunti di riflessione sull’esistenza dell’uomo, sull’amore, sulla natura, sul mondo, e, soprattutto, rispolverando la formula del “concept album”, sul valore del tempo. Negli ultimi cinque anni, il gruppo milanese ha collezionato circa 500 concerti e festeggia il decennale di attività live con la pubblicazione del disco e una serie di concerti. Ragazzi, complimenti per l energia e la grinta con la quale da anni fate vibrare l Italia. Come nasce “Le strade del tempo”... Nasce da un esigenza che avevamo. Dopo tanti concerti, abbiamo sentito il bisogno di realizzare un album di inediti che rispecchiasse le idee di tutti. E’ un disco corale! Il suono guarda lontano: è un percorso immaginifico, un sogno rock fatto di emozioni nette, precise, che colpiscono dritte alla gola. Sensazioni raccontate con semplicità. Il tema dominante è l amore che muove tutto. Il secondo tema forte è il naturale che comprende l iper-naturale (ambiente) ed il sovrannaturale (Dio, gli Dei). E’ un lavoro fa ripensare al rock che arriva dovunque e che piace per il suo carico di diversità, per la sua ricerca della qualità, che ne ha fatto il genere rivoluzionario più amato e più popolare del secolo scorso. Le strade del tempo sono le strade di questo tempo, del nostro vivere quotidiano, dei nostri amori e delle nostre ansie, delle nostre menti, che mai come oggi hanno bisogno di stimolo, hanno bisogno di rock, hanno bisogno di vibrare... Tre aggettivi per definire questo lavoro... Elettrico, impetuoso e profondo. E’ da un po di mesi in programmazione alla radio Respiro, canzone particolare. Cosa rappresenta per voi questo pezzo? Rappresenta un viaggio nel tempo reale e, allo stesso tempo, nel tempo interiore. La sua struttura musicale è semplice ma toccante. Il brano, prima della sua uscita, è stato la colonna sonora della campagna pubblicitaria internazionale dei profumi Dsquared HE WOOD e SHE WOOD, in Italia sulle reti Mediaset, ora in vendita in tutto il mondo. Il disco contiene “Va così” che sarà il tema portante di “Laria”, film che ha come protagonista Valeria Golino… Si. “Laria” uscirà nelle sale cinematografiche a metà 2010, per la regia di Valerio Jalongo. Cosa intendete sottolineare con il brano “Ridono gli Dei”? E’ una metafora che sottolinea che non è tempo degli Dei. L’uomo e la mancanza di rispetto verso i simboli ed i luoghi della natura. Il mare, la montagna, la tempesta, il soprannaturale: l’uomo con il passare dei secoli ha diminuito la sua capacità di interagire con il mondo. Dagli esordi ad oggi, quanto è cambiata la vostra musica? Oggi si è molto più cauti e pazienti. Spesso è difficile confrontarsi con se stessi. Negli anni abbiamo collezionato tanti successi ma è pur vero che un artista cresce. Sicuramente abbiamo le cosiddette “spalle larghe” e siamo più sapienti. Com’è il vostro rapporto con il pubblico? Abbiamo un ottimo rapporto con il pubblico! Abbiamo girato tanto l’Italia, ricevendo un affetto e un calore straordinario. Tutto ciò ci lusinga tanto! Il 18 marzo scorso, è partito il tour con Barley Arts, l'agenzia che nel 2003 per prima ha creduto nel vostro talento “live”… Si, Barley Arts ci ha seguiti durante la crescita artistica e con questa serie di concerti nei club firmiamo una sorta di nuovo sodalizio. Il tour prosegue bene e ci auguriamo di fissare a breve nuovi appuntamenti. Nonostante l’esperienza, che tipo di sensazione provate nel calcare un palco? E’ come se fosse sempre la prima volta! Il contatto con la gente è sempre emozionante. Certo, c’è più esperienza ma le sensazioni sono nuove e uniche. Progetti futuri? La nostra principale intenzione è continuare il tour. Sogniamo l’Estero, l’Europa e ci impegneremo per raggiungere i nostri obiettivi. In bocca al lupo per tutto! Crepi! Un saluto ai lettori di We Can Dance Magazine da Le Vibrazioni.
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Con diversi mesi di ritardo rispetto all’uscita negli States, il sesto capitolo d’una delle più fortunate saghe del cinema, sbarca finalmente in Italia. Dall’altra parte dell’oceano, la tradizione vuole che l’opera venga proposta per il venerdì antecedente la festa di Halloween, mentre qui nel belpaese, i distributori della 01, hanno atteso un periodo di poco traffico inerente le grandi produzioni. La produzione risulta sempre molto florida, dato che il basso costo della produzione e gli ottimi incassi ricevuti, concedono ad ogni pellicola un attivo notevole, che invita ogni anno alla produzione d’un nuovo capitolo. La macchina narrativa è molto semplice e standardizzata, risultando però sempre alquanto macabra e con uno sviluppo molto rapido, consentendo così agli appassionati del genere Horror, d’avere una sicurezza cui rivolgersi. In questo nuovo episodio, l’F.B.I., indaga sull’operato del detective Hoffman, sospettato d’organizzare un macabro gioco chiamato: “La giostra.” Questa tortura prevede sei persone imprigionate ad uno strano macchinario, dove il loro futuro è nelle mani di William, un assicuratore che non aveva voluto concedere all’enigmista la copertura finanziaria per la cura contro il cancro...
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Il ritorno del team più forte d'America. Se avete un problema che nessuno e' in grado di risolvere e se riuscite a trovarli forse potrete ingaggiare l' A TEAM.. A quasi trent'anni di distanza (1983) dalla prima messa in onda del celebre telefilm cult creato da Stephen J. Cannell e Frank Lupo, il mitico gruppo di veterani di guerra conosciuto come A-Team piomba sul grande schermo con un cast d'eccezione composto dalla stella Liam Neeson (John Smith alias Hannibal), il sempre più emergente Bradley Cooper (Templeton Peck detto Sberla), Quinton Jackson (Bosco Baracus chiamato P.E. Pessimo Elemento), Sharlto Copley (Murdock), Jessica Biel (Carissa Sosa) e David Richmond-Peck (Gammons). Un manipolo d’eroi, reduci dalla guerra in Medio Oriente ( nella serie originale erano del Vietnam n.d.r.), ed appartnenti ai corpi speciali delle esercito USA, sono accusati ingiustamente d’un crimine che non hanno commesso e per questo motivo dopo esser evasi dalla prigione, vengono braccati dalle forze dell’ordine. Non potendo contare sul carisma dei protagonisti originali, il lavoro del regista è stato notevole, creando un qualcosa che sapesse coniugare perfettamente gli effetti speciali, con i valori umani dei membri della squadra. A bordo dello straordinario furgoncino, che tanto ha fatto sognare intere generazioni, i nostri eroi arrivano sul grande schermo e ricordate: Non esiste un piano B.
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Dal 21 Maggio 2010 al cinema L’avanzata del cinema 3D è orami inarrestabile, sempre più pellicole conquistano questa nuova tipologia di visione, cambiando radicalmente l’impatto d’un opera sul pubblico, trasformando alcuni film in veri e propri eventi. Anche per una saga che affonda le sue radici all’inizio del millennio, è giunta l’ora d’adattarsi a questo sistema innovativo, permettendoci di vivere un esperienza totalmente nuova. Uscito in america nell’agosto scorso, l’avventura italiana è stata rinviata per non essere ostacolata dalla presenza d’altre pellicole, infatti in origine doveva essere presentato nel gennaio di quest’anno, tuttavia, la presenza di Avatar nelle sale, aveva sconsigliato di combattere con il Kolossal della Fox, e aspettare un periodo in cui avrebbe goduto maggiormente della luce dei riflettori. Come da prassi, il film si basa su premonizioni riguardanti la morte, infatti in questo capitolo, Nick O’Bannon, durante una giornata alle corse, ha una premonizione su come una serie d’incidenti, possa trasformarsi in una pioggia di detriti, letali per lui, la sua fidanzata Lori e i loro amici. Tornato in se è in preda al panico, e solo in tal modo riesce a convincere i ragazzi ad abbandonare l’autodromo, giusto pochi secondi prima dell’inizio degli incidenti. Convinti d’aver scampato l morte, i ragazzi tornano a vivere con maggior convinzione, ma l’oscura signora non abbandona i suoi piani e tra una premonizione e l’altra i ragazzi cominciano a morire. Per Nick comincia una corsa contro il tempo per sconfiggere questo tremendo nemico..
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Il 7 maggio scorso, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, si è tenuta la prestigiosissima cerimonia di premiazione per i David di Donatello 2010. La 54esima edizione del Premio David di Donatello, condotta da Tullio Solenghi, ha visto sfilare in passerella numerosi personaggi del cinema. Per questo mega evento, l’equipe di We Can Dance non poteva mancare! In un’atmosfera del tutto magica, Dino Piacenti ha incontrato gli artisti presenti alla kermesse, proponendo a voi Lettori del Magazine, una parte delle interviste realizzate.

* BUD SPENCER:
Bud Spencer, soddisfatto del Premio alla Carriera?
Moltissimo. E’un onore incredibile...mi commuove perchè è un riconoscimento che fa parte della mia italianità.

A chi vuoi dedicarlo?
Alla mia famiglia.

La collaborazione con Terence Hill inizia nel 1967 con “Dio perdona, io no”, anche se avete recitato nel 1959 per il film “Annibale”. Come avete fatto a mantenere vivo nel pubblico il desiderio di vedere i vostri film?
Abbiamo realizzato un film insieme all’anno, nonostante il produttore e la distribuzione volessero che ne girassimo anche due o tre. Ma noi siamo stati consapevoli da subito che non potevamo correre e bruciarci.

Com’è avvenuto il passaggio dal western al vostro cinema successivo?
Dal desiderio di non ripetersi. Oggi diciamo che è stato un peccato, perché Enzo Barboni, il regista di Trinità, aveva pensato a un titolo bellissimo: …e insistevano a chiamarlo Trinità. Ma allora c’era stato Stallone che aveva fatto 6 Rocky, quindi due sequel sembravano troppi. Cercammo un’ambientazione diversa e ce ne andammo in Colombia nei panni di due piloti a girare “Più forte ragazzi”.

Complimenti per la fiction “I Delitti del Cuoco”…
Grazie! Nella serie, sono un commissario in pensione che apre un ristorante ad Ischia. Nonostante io sia un ex commissario, finisco per dare una mano nella soluzione dei vari casi. E’ una fiction interessante…da seguire!

Oltre ad essere ex-nuotatore, sei un grande attore, sceneggiatore e produttore cinematografico. Com’è cambiato il cinema nel corso degli anni?
In meglio. W il cinema italiano!

* PAOLO VIRZI’:
Paolo Virzì, con il film “La Prima Cosa Bella”, hai ottenuto 18 nomination (di cui 4 nomination per gli attori Stefania Sandrelli, Micaela Ramazzotti, Claudia Pandolfi e Valerio Mastandrea), sei soddisfatto?
Ho già raccolto, insieme al cast, tante soddisfazioni. Siamo felici e commossi di essere quà, in un’annata molto viva del cinema italiano.

Come è nata questa pellicola? Cosa ti ha spinto a realizzare questa commedia drammatica ricca di sentimenti?
E’ un film che ho scritto di getto insieme ai miei storici collaboratori: Francesco Bruni e Francesco Piccolo. Dopo un film duro come “Tutta la vita davanti”, abbiamo pensato di realizzare una pellicola dove si ride tanto ma non mancano le emozioni. Ci sono dei nodi e degli appuntamenti nella vita che prima o poi tutti dobbiamo affrontare. La famiglia da cui veniamo, il modo in cui siamo cresciuti, quello che ci hanno lasciato di buono o di cattivo, che ci impedisce o che ci aiuta a vivere. Il titolo l’ho rubato a Nicola di Bari e ai Ricchi e Poveri che proposero la canzone “La prima cosa bella” al Sanremo del 1971 ed è rimasta nella mia immaginazione. Sono d’accordo con François Truffaut che diceva: nelle canzonette si nasconde tanta verità delle nostre vite.

Progetti futuri?
Spero di realizzare tanti altri film!

* MICAELA RAMAZZOTTI:
Micaela Ramazzotti, complimenti per la vittoria del David come migliore attrice protagonista…
Grazie! Sono emozionata…non me lo aspettavo!

A chi vuoi dedicare questo riconoscimento?
A mio figlio e mio marito.

* GIORGIO DIRITTI:
Giorgio Diritti, con il film “L’ Uomo che Verrà” hai vinto il premio come Miglior Regista. Cosa hai provato?
Tanta soddisfazione!

Il tuo film parla di sentimenti. Attualmente, credi sia importante riscoprire i veri valori della vita?
Si. Le motivazioni che mi hanno spinto a realizzare questa pellicola, sono legate alla voglia di fare cinema facendo allo stesso tempo qualcosa che sia utile. Il film è una riflessione sulla società che diventa poi analisi del presente perché anche se la storia in questione risale a sessant'anni fa vi è sempre la possibilità di tracciare un parallelo con la realtà che viviamo oggi.

* MARCO BELLOCCHIO:
Marco Bellocchio, auguri per il tuo “Vincere”!
Grazie!

Come definisci la tua pellicola?
Un melodramma futurista!

Hai appena ritirato il David di Donatello 2010 come Miglior Regista. A chi dedichi questa vittoria?
Dedico questo David al gruppo di lavoro con il quale ho realizzato il film, agli altri vincitori e a coloro che pur non avendo ricevuto alcun premio sono degli artisti straordinari. A scuola mi hanno insegnato che il cinema è un’arte collettiva e se abbiamo fatto una cosa bella…l’abbiamo fatta insieme!

* GIUSEPPE TORNATORE:
Giuseppe Tornatore, con “Baarìa” hai ricevuto 14 nomination…
Sono molto soddisfatto. Ringrazio tutti i componenti dell’Accademia per aver dato tanto spazio al mio film.

Il film è un affresco corale sulla memoria collettiva che diventa un omaggio al cinema del passato. Com’è nata l’idea di realizzare questa pellicola?
Con “Baarìa” volevo raccontare la storia di un paese attraverso le gioie e i dolori di una famiglia contadina, con un prologo negli anni 20 e un epilogo nella contemporaneità. Con questo film, credo di aver messo un punto e di aver finalmente detto tutto quello che so della mia terra e del paese in cui sono nato e vissuto per ventotto anni.

Come definisci questa tua “opera”?
Per me è imbarazzante, non ho mai preteso di saper definire le pellicole che faccio. Posso saper dire di saper realizzare un film. “Baarìa” è un film importantissimo, decisivo, per la mia vita professionale. Sono felice di essere riuscito a realizzarlo.

In base a quali criteri scegli i personaggi dei tuoi film?
Quando mi innamoro di una storia, la elaboro e con essa elaboro i personaggi. Il cast è un’altra fase che talvolta può soddisfare le prime idee, quando si scrive, e altre volte meno. E’ una fase abbastanza complessa.

* ENNIO MORRICONE:
Ennio Morricone, hai firmato le musiche di Baaria, il film di Giuseppe Tornatore. E’ sempre emozionante partecipare ed essere premiati a questa kermesse. Confermi?
Il David di Donatello è un riconoscimento importantissimo e partecipare a questo premio è un’onorificenza speciale che dona sensazioni sempre nuove e incredibili. Il mio primo David l’ho ricevuto dopo 30 anni di carriera ma va bene così, sono contento.

Da grande maestro, ci dici com’è cambiata negli anni la musica?
E’ cambiato anche il modo di ascoltare. Adesso nel cinema si da più rilievo alla musica. C’è più attenzione alla musica e ai suoni.

* FERZAN OZPETEK:
Ferzan Ozpetek, il tuo splendido film Mine Vaganti ha ottenuto 12 nomination (Ilaria Occhini, Ennio Fantastichini ed Elena Sofia Ricci sono candidati a migliori attori non protagonisti per i David di Donatello 2010).
Sei contento?

Sono contentissimo! Credo di aver avuto già molto da Berlino a New York: ho venduto il film in 25 paesi e tutto quello che arriverà è sempre in più.

Come definisci il tuo film?
Un film felice! Lo abbiamo fatto tutti insieme modificando il copione durante le riprese, improvvisando ed inserendo cose che ci venivano in mente lì per lì. Ci sono anche molti riferimenti personali: il personaggio di Elena Sofia Ricci è costruito sul ricordo di alcune zie della mia infanzia, mentre quello di Ennio ricorda mio padre. Mi piace mettere nei film cose che vedo, sento e vivo in prima persona. È davvero il risultato di un periodo molto felice della mia vita.

* ELENA SOFIA RICCI:
Elena Sofia Ricci, la tua impressione su questa manifestazione…
Grande passerella di grandi artisti e giovani straordinari! Gli attori sono la categoria più forte in Italia. Ci sono tanti talenti tra i giovani e i meno giovani e registi di grande livello come Ferzan Ozpetek.

* PATTY PRAVO:
Patty Pravo, hai composto per la colonna sonora del film “Mine Vaganti” l’indedito “Sogno”, singolo bellissimo. Complimenti!
Grazie!

Per la gioia di chi ti segue da anni, ci sveli cosa stai preparando?
Sto preparando un nuovo disco e facendo le prove per il tour. Sono sempre in giro per il mondo, per cui sono abbastanza impegnata.

* PIERFRANCESCO FAVINO:
Pierfrancesco Favino, cosa avverti nell’essere presente a questo prestigioso evento?
Il David di Donatello è un riconoscimento importantissimo, fa parte della nostra storia ed essere qui è sempre un piacere.

Sei molto apprezzato dal pubblico e dalla critica. Contento?
Molto. E’ sempre gratificante ricevere apprezzamenti. Quando il proprio lavoro viene apprezzato è una grande soddisfazione. Considero importante tutto il percorso svolto e spero di continuare, dando sempre il meglio di me.

* ORNELLA MUTI:
Ornella Muti, che emozioni provi nel calcare questa passerella?
Questo è il nostro cinema, per cui si avvertono varie e bellissime sensazioni.

Sei d’accordo nell’assegnazione del Premio alla Carriera a Lina Wertmuller, Bud Spencer e Terence Hill?
Certo. Sono personaggi splendidi e meritano davvero questo riconoscimento.

I tuoi progetti imminenti?
Farò di nuovo teatro. Ho due progetti cinematografici in cantiere… Per ora preferisco non svelare altro.


* BARBARA BOUCHET:
Barbara Bouchet, come giudichi il cinema italiano?
Molto buono! A me piace. Nel Bel Paese vengono realizzati dei film bellissimi che purtroppo, spesso, fanno fatica ad uscire fuori nazione. Sono presente alla manifestazione per ritirare il premio di Quentin Tarantino per il film “Bastardi senza gloria” e per dire anche a nome suo: grazie al cinema italiano!

* GIULIO BASE:
Giulio Base, le tue considerazioni su questa splendida cerimonia di premiazione…
Il David rimane il premio più importante della storia del cinema in Italia. Essere qui è sempre bello. Del resto, il Bel Paese può vantare di avere un cinema di qualità.

* GIANCARLO GIANNINI:
Giancarlo Giannini, il cinema è cambiato tanto negli anni. Cosa pensi a riguardo?
Noi italiani siamo bravi e cerchiamo di fare degli ottimi film. Anche i giovani attori hanno talento ma purtroppo non vengono sostenuti quanto dovrebbero. Insegno recitazione, passo molto tempo con i ragazzi e posso dire di conoscere molto da vicino la loro realtà. Il cinema italiano ha degli autori, degli attori e dei registi straordinari. Bisogna, però, aiutarlo di più!

* TULLIO SOLENGHI:
Tullio Solenghi, cosa provi nell’essere alla conduzione della 54esima edizione del David di Donatello?
Tanta gioia. E’ una manifestazione notevole ed è l'occasione per vedere sfilare nomi amati del nostro cinema. La cerimonia è in diretta, per cui si cerca di dare il meglio. Credo sia importante anche far divertire un po’ il pubblico per alleviare il peso della manifestazione.

Grazie Tullio.
Grazie a voi!
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Grandi soddisfazioni per l’allenatore del Napoli Walter Mazzarri! Dopo l’Europa League, il tecnico azzurro ha ricevuto, il 5 maggio scorso, il premio “Eccellenze di Napoli” organizzato dall’Associazione L’Emiciclo, presso la Sala Gemito della galleria Principe Umberto di Napoli. Vi proponiamo l’intervista realizzata in quella speciale occasione…

Walter è soddisfatto di essere premiato nella città partenopea, insieme a tante personalità appartenenti al mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport?
Sono onorato di essere stato insignito di questo riconoscimento in una città in cui musica e cultura recitano un ruolo da protagonisti.

Come si trova a Napoli?
Sto benissimo, mi sento a casa e ogni giorno che passa aumenta il feeling con la città.

La città l’ha accolta subito bene. La statua del presepe realizzata a San Gregorio Armeno è una sorta di lasciapassare per il cuore della gente…
Mi fa piacere. I complimenti m’imbarazzano, sono manifestazioni bellissime, ho sposato subito questa causa sentendo il pathos.
Come indole, ho un fuoco dentro che assomiglia a quello dei nostri tifosi.

E’ scaramantico?
…La scaramanzia non guasta!

Quali sono le emozioni avvertite per questo campionato?
La soddisfazione di essere rientrati a pieni voti in zona Europa League, un pizzico di rammarico per quel qualcosa in più che probabilmente non era così difficile ottenere ma tutto sommato un’annata positiva e sicuramente memorabile.

E’ orgoglioso del percorso svolto?
Si. Eravamo in coda al campionato e ricordo benissimo il clima che ho respirato nel giorno del mio debutto. Da allora, questo gruppo è stato fantastico ed ha tracciato un cammino incredibile con una rimonta formidabile e questo è motivo di orgoglio.

Com’è il suo rapporto con il presidente Aurelio De Laurentiis?
Ottimo. Siamo in perfetta sintonia su tutto!
Insieme anche col direttore Bigon, ce la metteremo tutta per dare alla nostra città le soddisfazioni che merita. Qui a Napoli ho trovato le giuste condizioni per lavorare bene e per questo voglio ringraziare la squadra che ha seguito ed interpretato al meglio il mio spirito. Voglio anche ringraziare i dirigenti ed i collaboratori tutti che hanno contribuito al raggiungimento dell’importante traguardo europeo.

Il personaggio del cinema che preferisce…
Mi piace Robert De Niro.

Che tipo di musica ascolta?
Mi rilassano la lirica e quella indiana.

Progetti imminenti?
Ora pensiamo a goderci l’Europa, un grandissimo traguardo!
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Amici di We Can Dance, vi proponiamo l’intervista atta ai protagonisti di “Natale a Beverly Hills”! Il cinepanettone di De Laurentiis, anche quest’anno, è subito nettamente primo al botteghino. Unico blockbuster italiano capace di battere la concorrenza hollywoodiana.

Christian, da 26 anni sei il protagonista del Natale degli italiani. Che sensazione provi?
Provo una sensazione bellissima! Mi meraviglio del tempo che è passato, sembra di aver cominciato ieri. Questo genere mi ha dato tantissimo, non solo il successo con il pubblico ma soprattutto la credibilità come attore.
Sapevo perfettamente che io non avrei ma potuto fare “Ladri di Biciclette” ma dovevo fare il varietà e avevo ragione, mi è andata bene. Grazie al film di Natale ho potuto fare teatro ed essere un’ artista completo. Ho 58 anni ed ho realizzato 93 film per cui ogni volta che mi affaccio alla finestra dico “Grazie Gesù”, per la fortuna che mi è capitata. Grazie alla popolarità raggiunta con i film di Natale, ho potuto lavorare nella pubblicità, scrivere un libro con la Mondadori e fare, quest’anno, un film con Pupi Avati “Il figlio più piccolo”. Ma soprattutto ho potuto godere dell’affetto incredibile del pubblico con i ragazzi che mi fermano per strada, mi abbracciano o mi chiamano zio. È una grande soddisfazione per me.

Quest’anno hai ritrovato come partner Sabrina Ferilli…
Con Sabrina ho trovato fin da subito una chiave di coppia fantastica, soprattutto perché ritengo che lei sia una delle poche donne capaci di essere davvero comiche pur essendo molto belle. Una qualità che aveva anche Monica Vitti, ad esempio, ma che la Ferilli possiede in maggior misura: lei fa davvero ridere!

Ogni anno, una nuova storia, una nuova esperienza, e qualche nuovo compagno di avventura. Ci racconti com’è andata a Beverly Hills?
Bene. L’America mi affascina da sempre Lavorare con Neri Parenti è stato fantastico perché non è un regista, è un attore comico.

Cosa desideri realizzare lavorativamente per il 2010?
Spero di andare avanti il più possibile con questi film. Almeno finché non mi daranno un calcio nel sedere! E spero di poter realizzare, sempre con Aurelio De Laurentiis, un tipo diverso di commedia, con ritmi meno forsennati di quelli imposti dai film di Natale.

Sabrina, questo è per te il terzo film di Natale. Un ritorno molto gradito…
Lavorare a questo film è stato splendido! Dopo aver partecipato a numerosi film drammatici, avevo decisamente voglia di tornare alla commedia ed è stato un piacere lavorare di nuovo con Christian e Neri. Partecipare al film di Natale per antonomasia, accanto ad attori come De Sica e Ghini. I ritmi comici restano sempre altissimi e mi sono difesa bene.

Come si sono comportati i ragazzi con te?
Non mi hanno dato pace!

Massimo Ghini, un aggettivo per descrivere questo film…
Divertentissimo! Si ride tanto. E' un film che merita di essere visto, per questo invito tutti ad andare al cinema. E' un susseguirsi di emozioni. Mi sono divertito moltissimo a girare le scene. Ormai l'intesa con Christian è storica, va avanti da anni.

Emanuele Propizio, questa è la tua seconda prova nel film di Natale. Com’è andata?
Benissimo. E’ stata un’esperienza incredibile! Io non ho mai frequentato una scuola di recitazione…E’ questa la mia scuola! Christian De Sica e Massimo Ghini mi hanno insegnato a recitare ma anche Neri Parenti mi ha dato tanto. Sono loro i miei maestri! Da Christian e Massimo ho rubato l’arte dell'attore brillante, da Verdone l'attore comico, da Elio Germano quello drammatico. Poi, quest’anno ho avuto anche una splendida “mamma”: Sabrina Ferilli! Sono onorato per la possibilità che mi è stata data.

Che rapporto hai con Aurelio De Laurentiis?
Ho un bel rapporto con il presidente. E’ come un padre! La mia squadra del cuore è la Roma ma, per amor suo, tifo anche Napoli.

Paolo Conticini come hai vissuto questa avventura?
Benissimo! Questo è il mio ottavo capitolo nel film di Natale. Per me è sempre fantastico avere una parte in un film così seguito. Sono stato felice di ritrovare i miei amici. La pellicola è da vedere, per cui invito tutti ad andare al cinema.

Michela Quattrociocche, è la tua prima volta in un film di Natale. Cosa hai provato nel ricevere questa proposta?
Sono stata felicissima di partecipare a questo film che rappresenta la realizzazione di un sogno. I film di Natale mi accompagnano da sempre; li ho visti tutti. Essere tra i protagonisti è fantastico. Inoltre ho avuto modo di conoscere e lavorare con persone stupende.

Michelle, cosa hai provato nel ricevere per il terzo anno l’invito di Luigi e Aurelio De Laurentis a recitare nel film più atteso dell’anno?
Mi sono sentita onorata. Lavorare ad un film tanto atteso è splendido! Io sono in fondo un personaggio televisivo che gioca a far l’attrice una volta all’anno, per cui ringrazio tanto Luigi e Aurelio De Laurentis che mi hanno dato anche quest’anno l’opportunità di esserci.

Progetti futuri?
Tornerò a Striscia la Notizia, poi a Paperissima e infine con una nuova sit-com.

Com’è stato lavorare accanto ad Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi?
E’ stato bellissimo! Sono due grandi attori e ottimi compagni d’avventura. Mi sono sentita completamente a mio agio. Alessandro e Gianmarco mi hanno insegnato tanto.

Alessandro Gassman, più volte hai lavorato in coppia con Gianmarco Tognazzi e, dopo 9 anni di lontananza vi ritrovate sul set con una nuova presenza: Michelle Hunziker. Come ti sei trovato con lei?
Benissimo! Michelle è una persona brillante.

Nel film interpreti un personaggio molto diverso dal tuo modo di essere…
Si. Nella vita sono una persona colta, elegante, e film sono un burino. E’stato divertente calarmi in questo ruolo.

Gianmarco Tognazzi, figlio dell'attore Ugo Tognazzi uno dei maestri della commedia all'italiana. Come hai vissuto questa avventura?
E’ stata un’avventura fantastica!

Nella vita, corteggeresti la donna di un tuo amico?
…Assolutamente si!

Luigi De Laurentiis, Beverly Hills rappresenta una meta molto ambita. Oltre alla storia, per il successo di un film, quanto è importante la location?
Molto. Quest’anno abbiamo scelto Beverly Hills, perché rappresenta una delle mete più ambite da tutti: adulti e piccini. Lavorare lì è stato entusiasmante ed questo che noi vogliamo donare al pubblico: entusiasmo ed emozione.

Presidente Aurelio De Laurentiis, 26 anni di successi. Cosa ci dice a riguardo?
Sono stati ventisei anni incredibili e ho intenzione di continuare ad onorare questa tradizione natalizia. Io e Christian siamo due compagni di gioco ma il mio successo lo devo anche a Neri Parenti, un professionista che da molti anni ormai mi supporta e sopporta. Grazie al mio annuale cinepanettone sono entrato nel libro del guinness dei primati. Il mio film di Natale è l’unico che ha resistito negli anni e nel tempo, l’unico, di nuovo, ad ospitare lo stesso attore. Christian De Sica ha fatto meglio di Jack Lemmon e Walter Matthau. Inutile dire che sono orgoglioso di aver ottenuto questo risultato e naturalmente ho appeso l’attestato sulla parete del mio ufficio.

Qual'è il segreto del vostro successo?
Non abbiamo un segreto particolare che ce lo assicura perché i fattori che contribuiscono a creare la giusta alchimia sono molteplici. E’ importante la scelta di un cast affiatato e professionale e soprattutto lo studio accurato delle ultime tendenze del costume e dei tormentoni del momento, dalle mete turistiche alla moda ai fenomeni di massa come facebook. Sono veramente soddisfatto del grande entusiasmo che riscuotono i nostri film e prima di qualsiasi cosa mi propongo di soddisfare le esigenze del pubblico. Credo che sia proprio questa la ragione dei successi al botteghino!

Auguroni…felice 2010!
Auguri ai lettori di We Can Dance Magazine da Aurelio De Laurentiis. Buon 2010 a tutti!
[continua...] Row
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Ancora un'altro appuntamento per We Can Dance per il concerto di Eros Ramazzotti in provincia di Salerno. Presenti all'evento Dino Piacenti e le nostre telecamere. Ti aspettiamo.
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