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FlashNews We Can Dance Magazine
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Da 60 anni il Festival di Sanremo rappresenta una kermesse interessante e di grande spessore. Per questo importante compleanno, We Can Dance non poteva mancare! In un’atmosfera del tutto magica, Dino Piacenti ha incontrato gli artisti presenti alla kermesse, proponendo a voi Amici del Magazine, una parte delle interviste realizzate.
Valerio Scanu, all’età di 12 anni hai vinto “Bravo Bravissimo”, il programma condotto da Mike Bongiorno; nel 2009 hai conquistato il secondo posto ad Amici di Maria De Filippi ed ora sei a Sanremo…Come vivi questo traguardo?
Come la realizzazione di un sogno! Non sono venuto qui con l'idea di vincere. L'ho presa come un'opportunità.
Qual’ è il primo Sanremo che ricordi chiaramente?
Il primo Sanremo che ricordo bene è quello del 1997, l’anno in cui Alex Baroni partecipò al Festival con “Cambiare”. Sono molto legato a questa canzone: interpretandola ho vinto “Bravo bravissimo”.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza con Mike Bongiorno e quella con Maria De Filippi?
Tanto, in entrambi i casi.
Hai calcato il palco dell’Ariston presentando un brano scritto da Pierdavide Carone, cantautore e attuale concorrente di Amici di Maria De Filippi. “Per tutte le volte che” è un pezzo che ti rispecchia pienamente?
Ho reso mia la canzone sin dal primo momento in cui l’ho ascoltata, lavorandoci su senza forzature, rendendola somigliante a me nel suo complesso.
La peggiore critica che ha contribuito a farti crescere artisticamente…
Le critiche costruttive mi hanno aiutato a correggere più lati del mio carattere: il modo di pormi, ho imparato a parlare dopo aver contato fino a dieci e ad essere meno impulsivo.
Quanto è cambiata la tua vita nel giro di un anno?
Un bel po’. Prima vivevo a La Maddalena adesso a Roma. Nonostante questo, riesco a tenere i contatti con i vecchi amici e coltivo i rapporti con le nuove conoscenze.
Inaspettatamente, ti sei classificato primo alla 60esima edizione del Festival di Sanremo. A chi dedichi la tua vittoria?
A chi crede in me, soprattutto ai miei genitori che mi hanno supportato in questa avventura da vicino e da lontano. Ho maturato l'interpretazione di questo brano nel tempo insieme al maestro Peppe Vessicchio, lavorandoci giorno per giorno. Anche qui a Sanremo, l'interpretazione è stata diversa di volta in volta e penso che quella insieme ad Alessandra Amoroso sia stata la migliore: sono molto contento, devo dire grazie a lei, ai miei fan, a quelli che abbiamo in comune e alla sintonia che ci unisce e che ci ha permesso di stare così bene sul palco.
Pupo, al festival con Emanuele Filiberto e Luca Canonici. Nonostante le polemiche siete arrivati secondi. Cosa vuoi dire al pubblico?
Questo secondo posto è per noi una vittoria e ringraziamo tanto chi ci ha votato. Credo che molte persone abbiano premiato la sincerità del testo, della musica, e che molti italiani si siano riconosciuti nella nostra canzone. A mio parere, l'unica possibilità di portare canzoni italiane all'estero è proporre canzoni che piacciano al pubblico adulto e non mi spiego i fischi della platea dell'Ariston perché non capisco da che tipo di persone sia composto il pubblico del teatro.
Marco Mengoni, da vincitore della terza edizione di “X Factor”, debutti a Sanremo. Come vivi il tutto?
Sono emozionatissimo e felicissimo di essere arrivato quì. Essere a Sanremo per me è una vittoria. È veramente bellissimo!
Tra le donne, quale artista ti colpito di più?
Malika Ayane.
Ti sei classificato terzo. Te lo aspettavi?
Per niente. Non so neanche se era giusto che vincessi questo Festival. Sono da poco in questo mondo, conosco i miei limiti. Mi dispiace persino essere arrivato nei primi tre, perché stimo gli artisti che erano in gara.
Progetti imminenti?
Dopo Sanremo continuerò a fare quello che faccio, ad essere felice. Spero di essere presto in tour.
Malika Ayane, Sanremo cosa rappresenta per te?
Una grandissima emozione, un’esperienza straordinaria.
Tra le altre donne in gara, per chi facevi il tifo?
Per Irene Grandi.
Sei la vincitrice del Premio della Critica e del Premio della Sala Stampa Radio-TV. A chi dedichi il premio?
Al mio team di lavoro! Ringrazio l'Orchestra per la votazione che mi ha assegnato e confesso di non aver sperato neanche per un minuto di poter vincere.
Fabrizio Moro, “Non è una canzone” è un brano ironico ma anche sofferente, che parla di libertà. Cos’è per te la libertà?
La libertà per me può essere espressa in tanti modi. In particolar modo riuscire a fare il lavoro che ami è libertà. E’ uno sfogo, una manifestazione di voglia di prendere in mano la mia vita e svincolarla dagli stereotipi che il sistema mi impone.
La tua canzone mette in luce la tua stessa crescita…
Più che musicale c’è stata una crescita umana. Ho acquisito esperienza, è nato mio figlio e sono sereno. Questo è quanto traspare dalle mie canzoni attuali.
Il tuo nuovo lavoro discografico si chiama “Ancora Barabba”. Cosa ci dici a riguardo?
In gran parte è registrato in presa diretta con chitarra acustica e ho avuto tempo e possibilità di sperimentare anche molto lo stile grunge ed i fiati.
Irene Grandi, le sensazioni che provi al tuo 3° Sanremo…
Sono tante e tutte bellissime!
Il tuo nuovo disco, pubblicato il 19 febbraio e contenente "La cometa
di Halley”, si chiama “Alle porte del sogno”. Descrivici questo lavoro…
In questo album ho lavorato anche come co-autrice di quasi tutti i brani, condividendo la co-produzione artistica con Pio Stefanini, che già in passato aveva lavorato come autore per me. Nelle canzoni racconto, secondo il mio punto di vista, come vivere le emozioni senza rimuovere le sofferenze, ma con la voglia e l'entusiasmo di trovare una nuova strada, in armonia con se stessi e con ciò che ci circonda.
Arisa: Dopo il successo dello scorso anno, torni al Festival con “Malamorenò”. Come vivi la 60esima edizione?
Con grande emozione!
Il tuo brano parla dell’amore universale, come mai questa scelta?
L’amore rappresenta tutto. E’ l’unica ancora di salvezza nelle avversità.
Il brano narra la storia di una donna che vive nel futuro. Lei e suo marito sono gli unici a essere rimasti sulla terra devastata dopo che tutti gli altri sono emigrati sulla luna e, nonostante le difficoltà, riescono a sopravvivere grazie all’amore.
Quanto è cambiata la tua vita da un anno a questa parte?
Un po’: faccio ciò che sognavo di fare e sono felice! Fondamentalmente sono la persona di sempre, la ragazza di provincia che vive tranquillamente il suo presente.
E’ la tua seconda volta a Sanremo, come giudichi questa kermesse?
Importante. Sanremo è una vetrina enorme e rappresenta ovunque il festival della canzone italiana.
Progetti futuri?
Mi dedicherò alla promozione del disco “Malamorenò” e successivamente al tour che ho deciso di svolgere esclusivamente nelle piazze d’Italia e non nei palazzetti dello sport. Voglio che tutti abbiano l’opportunità di vedermi dal vivo senza costi di ingresso e che cantino con me, condividendo insieme tante emozioni.
Simone Cristicchi, dopo la vittoria del 2007, sei tornato a Sanremo con "Menomale". Sei soddisfatto della tua esibizione?
Si!
Il tuo nuovo disco si chiama "Grand Hotel Cristicchi". Come definisci il tuo album?
E’ il disco più bello che ho fatto…si dice sempre così! E' un grappolo di canzoni belle e mature, stupefacenti e anestetizzanti allo stesso tempo. Vi ho messo tre anni a farlo, facendo disperare la mia casa discografica perché io sono uno che si perde, faccio altre cose oltre alla musica: libri e documentari.
Ascoltando i brani dei tuoi colleghi in gara, quale hai gradito maggiormente?
Mi è piaciuta particolarmente la canzone di Fabrizio Moro e quella di Marco Mengoni.
Che voto dai a questo Festival?
Otto.
Che voto dai alla tua canzone?
Nove.
Nino D'Angelo, la tua prima volta all’Ariston risale al 1986. Che emozione provi oggi?
Enorme. E’ sempre bello essere a Sanremo. Rappresenta un sogno!
Hai deciso di portare al Festival "Jammo jà". Credi che il pubblico sia sempre più sensibile e attento alle tradizioni locali italiane?
Certo. E’ per questo motivo che ho deciso di portare all’Ariston questo brano. Inoltre, la canzone, è un omaggio alla mia splendida città.
“Jammo Ja” è anche il titolo del tuo nuovo lavoro discografico…
Si. Uscito nei giorni scorsi, contiene la canzone presentata a Sanremo ed altre dieci significative dal repertorio degli ultimi quindici anni.
Irene Fornaciari, il tuo brano si chiama “Il mondo piange”. E’ una dichiarazione forte la tua ma è anche veritiera. Com’è nata questa canzone?
Il testo l’ho scritto con il mio papà e la musica porta sia la sua firma che quella di Damiano Dattoli, l’autore di “Io vagabondo”, una hit dei Nomadi.
Hai deciso di essere al festival con i Nomadi. Come mai questa scelta?
Cantare con loro è un onore per me, visto che sono un gruppo importante.
Sei contenta della tua perfomance?
Si. Certo, cerco di gestire al meglio l’emozione. Il palco di Sanremo è tremendo per questo: si riesce a rendere sempre al 60% perché c’è l’emozione all’ennesima potenza.
Dopo l’esibizione, a chi hai fatto la tua prima telefonata?
Al mio fidanzato. Anche lui fa il cantante ed è una persona obiettiva e per me questo è importante, costruttivo.
In bocca al lupo per tutto!
Crepi!
Noemi, è la tua prima volta a Sanremo…Cosa provi?
Tanta emozione. Il palco dell’Ariston lascia senza fiato!
In occasione del festival hai deciso di pubblicare “Sulla Mia Pelle-Special Edition”…
Si. Non amo fare le cose in fretta. Per ora ho deciso di ripubblicare il mio disco inserendo “Per Tutta la Vita”. La nuova edizione del cd contiene anche “Briciole” e “Vertigini” che ho voluto cantare ispirandomi a Mina.
Progetti futuri?
Spero di regalare a me stessa e a chi mi ascolta nuove cose, nuovi mondi.
Sonohra, quali sono le sensazioni che avvertite?
L’Ariston regala sensazioni uniche, incredibili. Siamo dispiaciuti per com’è andata ma, alla fine, il festival è una gara. Il pezzo era meno sanremese, meno diretto e decisamente più rock. Abbiamo molti progetti che non saranno influenzati da questo Sanremo.
Avete scelto per la vostra "Baby" di esibirvi con Dodi Battaglia. Come mai questa scelta?
Dodi Battaglia è un chitarrista bravissimo. Ci siamo trovati benissimo, ha arricchito il brano e l’ha reso più rock.
Come gestite il lavoro e le ammiratrici?
Uno si occupa delle bionde e un altro delle more! Scherzi a parte, Luca si occupa maggiormente della stesura dei testi ed io, Diego, curo al meglio le musiche e gli arrangiamenti.
In bocca al lupo per il nuovo disco “Metà”!
Crepi! Il nostro album, registrato nei mitici studi di Abbey Road dei Beatles, verrà registrato anche in spagnolo, per il mercato latino americano e in inglese. In sud America è andato molto bene il primo album. Siamo stati tre mesi in Sud-America ed ora siamo pronti a girare l’Italia.
Toto Cutugno, partecipi al Festival di Sanremo dal 1976…Quanto è cambiata, secondo te, questa kermesse?
Un po’. Del resto, la vita cambia. Anche le emozioni cambiano ma sono sempre grandi.
Come mai hai scelto di duettare con Belen Rodriguez?
Stimo Belen come donna e showgirl. L’ho trovata perfetta per l’interpretazione del mio brano “Aeroplani”.
Povia, anche quest’anno hai presentato a Sanremo un brano provocatorio, che fa discutere. Trovi che sia questa la strategia per il successo?
No. Quello che mi aspettavo è già avvenuto, cioè che si sono smorzate le polemiche su di me perché sembra quasi che io sia furbo. Io ho sempre toccato delle tematiche sociali, non scrivo soltanto canzoni d’amore, non firmo soltanto i dischi o gli autografi, non faccio solo i concerti. Mi sento un cantautore vero attento a ciò che succede in giro e così la vicenda di Eluana Englaro mi ha colpito, anche come genitore, perché sono padre di famiglia.
Cosa pensi di Antonella Clerici?
E’ una grande donna. La mia canzone l’ha scelta lei. Mi ha telefonato personalmente e mi ha detto che era commossa.
Tra le altre canzoni in gara, quale ti è piaciuta particolarmente?
Ho sentito poco le canzoni, bene ne avrò sentite un paio. Quella di Malika Ayane, che è molto bella, ed ho apprezzato quella di Nino D’Angelo.
Dopo Sanremo, cosa farai?
Sarò impegnato con la promozione del mio nuovo disco “Scacco Matto” e con il tour che partirà a fine marzo da Livorno.
Tony Maiello, cosa provi ad essere il vincitore della categoria Nuova Generazione del Festival di Sanremo?
Provo un’emozione enorme, indescrivibile!
Parlaci de “Il linguaggio della resa”…
Il brano è stato scritto da me, Roberto Cardelli, Fabrizio Ferraguzzo e Fio Zanotti. Parla con tono nostalgico dei sentimenti e delle emozioni provate dopo la fine di una storia d’amore. La canzone da anche il titolo all’album. Il cd contiene, oltre alle canzoni di “Ama calma” (il precedente EP), alcuni inediti che parlano dell’amore e delle sofferenze che spesso questo sentimento porta con sé.
Buona fortuna!
Grazie. [continua...]
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Federica Camba, autrice di brani di successo per Laura Pausini, Gianni Morandi, Marco Carta, Alessandra Amoroso e tanti altri artisti, ha pubblicato il suo disco d’esordio “Magari oppure no”. Dotata di una voce graffiante, accattivante, Federica ha tutte le qualità per raggiungere traguardi importanti...
Federica, da autrice a cantautrice…come definisci questo passaggio?
Una continuazione del mio percorso. Fin da bambina scrivevo e cantavo. All’età di sei anni scrivevo le mie poesie e le cantavo. Sentivo, già allora, il bisogno di esternare quel che avvertivo.
Parlaci di “Magari oppure no”…
E’ una torta fatta in casa! E’ un album sincero che rappresenta la continuazione della mia vita. Anche gli arrangiamenti sono spontanei e il suono è analogico realizzato da un’orchestra composta da 22
elementi diretti dal maestro Giuseppe Vessicchio. Il disco racconta il mio mondo fatto di piccoli incantesimi quotidiani: stralci di tutto lo scrivere per ore, ovunque, su qualsiasi cosa si possa calcare dell’inchiostro.
Come giudichi il tuo lavoro discografico?
Sincero.
Come nascono i tuoi testi?
Dalla quotidianità.
Un aggettivo per descriverti:
I due opposti…forte e fragile. Nelle decisioni, però, non sono mai categorica ma sono istintiva.
A cosa non potresti mai rinunciare?
A scrivere, alla musica.
Quando hai capito di fare della musica la tua professione?
Da bambina. Ricordo che alla tenera età di 5 anni andavo al mare con i miei nonni e mentre gli altri bambini giocavano io, in disparte, scrivevo.
Cosa vorresti che la gente sapesse di te?
…Bella domanda! Ho realizzato il mio disco con amore, con totale impegno, e vorrei che lo sapessero tutti. Mi piacerebbe che la gente capisse il mio modo di vedere il mondo.
I valori più importanti nella vita…
L’amore in assoluto perché colora l’atmosfera che ci circonda, facendoci avvertire le voglie più pazze; la famiglia e l’amore per se stessi.
Le tue passioni…
Il teatro, la poesia, i gatti, mi piace colorare e adoro i puzzle che rappresentano una tradizione di famiglia. Amo quelli grandi, mi liberano la mente.
Il colore che rappresenta maggiormente la tua personalità?
Il viola…adoro questa tinta. Ho perfino la casa di questo colore!
Con quale artista ti piacerebbe duettare?
Con Mina, Lucio Dalla, Ivano Fossati e Paolo Nutini.
Cosa sognavi da piccolina?
Di fare quel che faccio.
Cosa desideri per il futuro?
Continuare a sognare. Vorrei portare in giro la mia musica ovunque.
In bocca al lupo!
Crepi! Un bacio ai lettori di We Can Dance Magazine. [continua...]
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Alessandra Amoroso, la giovane ed emozionante voce italiana, è arrivata subito al cuore della gente, raggiungendo traguardi importanti. La vincitrice di “Amici di Maria de Filippi 2009”, è un’interprete da brivido. Il suo nuovo album “Senza Nuvole”, è balzato in cima alle classifiche di vendite, conquistando in breve tempo il doppio disco di platino. L’artista, attualmente in tour per l’Italia, sta costruendo con impegno ed entusiasmo, una solida e brillante carriera artistica. Conosciamola più a fondo attraverso questa intervista…
Alessandra, come nasce “Senza Nuvole”?
Nasce da un progetto dello staff della Sony e Maria De Filippi. Il cd contiene 10 canzoni inedite, scelte tra quelle di un gruppo di autori di talento e d’esperienza che, con freschezza di linguaggio e sensibilità, hanno avuto la capacità di sintonizzarsi al meglio con i miei sentimenti. Il tema universale dell'amore, nelle sue tinte più svariate, è al centro dell'album.
Quale canzone all’interno del disco senti particolarmente tua?
“Ama chi ti vuole bene” e “Arrivi tu”.
Tra i tuoi grandi traguardi, c’è lo show con un mito della musica italiana: Gianni Morandi. Come hai vissuto questa esperienza?
L'ho vissuta al massimo, un misto tra ansia, adrenalina, felicità ed emozione.
Cosa hai provato quando Federico Moccia ha scelto il tuo brano come colonna sonora di “Amore 14”?
Mi sono tanto emozionata, ero davvero felice!
In breve tempo, sei diventata una delle voci più amate d’Italia. Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto il successo?
Mi ha dato ovviamente tanto, ma anche se sembra meno ovvio, mi ha tolto molto.
Quanto ha influito la vittoria di Amici di Maria De Filippi, sulla tua personalità?
Mi ha fatto crescere ulteriormente.
Descriviti con 3 aggettivi…
Solare, generosa, estroversa.
Cosa vorresti che il pubblico sapesse di te?
Il pubblico sa già quello che deve sapere di me!
Come vivi il successo?
Con tranquillità.
Cosa pensi del Festival di Sanremo?
Una bella esperienza…da vivere!
A cosa non potresti mai rinunciare?
All'amicizia, alla famiglia, all'amore.
Il tuo portafortuna?
Ho due portafortuna: la collanina di mia nonna e l'anello della mia migliore amica.
La tua arma di seduzione…
Gli occhi.
Il tuo eroe?
La mia mamma.
Preferisci comunicare con…
…Le parole!
Simpatia o bellezza?
Simpatia.
Tacchi o scarpe basse?
Stivali bassi.
Il regalo più bizzarro che hai ricevuto da un fan?
Una cintura di castità...ricevuta da una donna.
Un lavoro che avresti fatto?
L'imitatrice.
L’amore è ...
Qualcosa di idilliaco che ti manda in paradiso o all'inferno. E’ un sentimento per il quale vale la pena piangere, sorridere, star male e gioire.
La vita è...
Una e vale la pena viverla in tutte le sue sfumature.
Un consiglio a chi desidera affermarsi musicalmente…
Non smettere di credere, sognare e sperare…
Cosa desideri per il futuro?
Avere quello che ho adesso.
E’ grande l’entusiasmo per il “Senza Nuvole Live Tour 2010”. Tante le date sold out. Sei soddisfatta?
Moltissimo. Il tour proseguirà fino a marzo. Girerò l’intera penisola e il pensiero di incontrare il pubblico mi rende molto felice. Tra le tappe, c’è anche una sosta a Napoli: il 27 febbraio alla Casa della Musica Federico I.
Grazie per la disponibilità!
Grazie a voi. Baci da Alessandra Amoroso. [continua...]
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La frase più semplice, per spiegare quanto sia grande il feeling tra Tim Burton e Johnny Deep, basta citare Mia Wasilowska:” Loro si capiscono al volo, è come se fossero mentalmente compatibili, seppure siano due personaggi dall'indole diversa. Si senton entrambi estranei al mondo in cui vivono, ed ognuno si prende cura dell'altro, come fossero fratelli".
Ecco qui, questa frase della protagonista, nonché musa di Tim Burton, c’è sembrato il modo migliore per presentare questo film, che almeno a giudicare dalle attese, specie tra i più giovani, sarà di sicuro di notevole successo.
I tanti estimatori di Tim Burton sanno che meraviglie sa regalare il regista di capolavori come Edward mani di forbice e Big Fish, e dalla nuova rivisitazione cinematografica dell’opera di Lewis Carroll non ci si aspetta niente di meno.
L'opera, definita dallo stesso Burton un nuovo territorio nel quale non si era mai inoltrato, mescola tecnologie visive e di fotografia tra live action e motion capture. Contrariamente a quanto si pensava, non è stata inclusa all'interno del processo creativo la tecnica della stop'n motion, spessissimo presente all'interno dei lavori Burtoniani.
La trama non dovrebbe esser sconosciuta a nessuno, ma non volendo correre rischi:
Durante un pomeriggio d'estate, la piccola Alice si reca in riva al fiume all'ora della merenda. Cullata dalle voci di sottofondo, la bambina si addormenta. Al suo risveglio, Alice vede un coniglio bianco entrare in tutta fretta nella cavità di un albero e, incuriosita, lo segue. Verrà così catapultata in un mondo delle Meraviglie.. [continua...]
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In un periodo particolarmente florido per l’ambito cinematografico, ecco sbarcare sui nostri teleschermi il film che negli Stati Uniti sta polverizzando i record d’incassi.
Nel primo fine settimana di programmazione ha realizzato 40,2 milioni di dollari, stracciando la concorrenza di "Avatar" e di "Appuntamento con l'amore", facendo meglio del precedente del regista ("The Departed", 27 milioni di dollari al suo esordio nelle sale), ma soprattutto segnando un risultato a dir poco storico per Martin Scorsese. In quasi quarant'anni di carriera infatti, non era mai accaduto che un film del grande regista americano, all'esordio nelle sale americane, realizzasse un incasso cosi' alto.
Poliziesco, thriller psicologico, horror gotico e un po' noir, il nuovo film di Martin Scorsese spazia in lungo e in largo nei meandri di un genere non ben definito ma di sicuro grande appeal.
Gli agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule sono chiamati ad indagare sulla scomparsa di Rachel Solando, una paziente di un manicomio criminale posto su un'isola in Massachusetts: Shutter Island, un anfratto di cui il mondo esterno sa poco o niente, un luogo segreto e impenetrabile circondato da acqua e battuto da violenti uragani notturni, una trappola da cui è praticamente impossibile fuggire. L'indagine viene complicata da una rivolta dei pazienti e da un uragano che li costringe a rimanere bloccati sull'isola.
Due ore senza respiro, per una pellicola destinata ad un successo planetario. [continua...]
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Che Federico Moccia sia diventato, attualmente, il re Mida del cinema italiano, ci sono ben pochi dubbi.
Con un ritmo impressionante sforna film e libri che in poco tempo riescono a scalare le classifiche di vendite e conquistare i cuori dei fans.
Dopo il successo di: “Scusa ma ti chiamo amore”, in cui s’è trattata la difficoltà del rapporto tra un uomo adulto e una ragazzina, ecco il prosieguo dell’avventura, portata in avanti di ben tre anni.
Nel cast oltre a Raoul Bova e Michela Quattrociocche, abbiamo: Francesco Apolloni, Luca Angeletti, Pino Quartullo, Cecilia Dazzi, Ignazio Oliva e Andrea Montovoli
La storia tra Alex e Niki è proseguita, lui oramai ha raggiunto i trentanove anni, mentre lei è a quota venti. Nonostante le tante difficoltà incontrate per tener vivo il rapporto, l’uomo è sempre più convinto che la ragazza sia la compagna da sempre desiderata, l’unica donna con cui voglia trascorrere il resto della vita.
A tal proposito, decide di chiederle il compimento del grande passo, ovvero il matrimonio. La ragazzo, all’inizio felicissima ed entusiasta per la proposta ricevuta, man mano che s’avvicina l’evento, sente crescere la paura di compiere un azione avventata, decidendo così d’annullare le nozze, ma non di chiudere del tutto la porta ad Alex.
La storia prosegue in un insieme di situazioni, in cui rispetto alla pellicola precedente s’invertono i ruoli, non essendo più la giovane a lottare per l’uomo, ma il contrario.
Per un San Valentino con i fiocchi, un film piacevolissimo da vedere con il proprio partner, in un trionfo dell’amore. [continua...]
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Amici di We Can Dance, vi proponiamo l’intervista atta ai protagonisti di “Natale a Beverly Hills”! Il cinepanettone di De Laurentiis, anche quest’anno, è subito nettamente primo al botteghino. Unico blockbuster italiano capace di battere la concorrenza hollywoodiana.
Christian, da 26 anni sei il protagonista del Natale degli italiani. Che sensazione provi? Provo una sensazione bellissima! Mi meraviglio del tempo che è passato, sembra di aver cominciato ieri. Questo genere mi ha dato tantissimo, non solo il successo con il pubblico ma soprattutto la credibilità come attore. Sapevo perfettamente che io non avrei ma potuto fare “Ladri di Biciclette” ma dovevo fare il varietà e avevo ragione, mi è andata bene. Grazie al film di Natale ho potuto fare teatro ed essere un’ artista completo. Ho 58 anni ed ho realizzato 93 film per cui ogni volta che mi affaccio alla finestra dico “Grazie Gesù”, per la fortuna che mi è capitata. Grazie alla popolarità raggiunta con i film di Natale, ho potuto lavorare nella pubblicità, scrivere un libro con la Mondadori e fare, quest’anno, un film con Pupi Avati “Il figlio più piccolo”. Ma soprattutto ho potuto godere dell’affetto incredibile del pubblico con i ragazzi che mi fermano per strada, mi abbracciano o mi chiamano zio. È una grande soddisfazione per me.
Quest’anno hai ritrovato come partner Sabrina Ferilli… Con Sabrina ho trovato fin da subito una chiave di coppia fantastica, soprattutto perché ritengo che lei sia una delle poche donne capaci di essere davvero comiche pur essendo molto belle. Una qualità che aveva anche Monica Vitti, ad esempio, ma che la Ferilli possiede in maggior misura: lei fa davvero ridere!
Ogni anno, una nuova storia, una nuova esperienza, e qualche nuovo compagno di avventura. Ci racconti com’è andata a Beverly Hills? Bene. L’America mi affascina da sempre Lavorare con Neri Parenti è stato fantastico perché non è un regista, è un attore comico.
Cosa desideri realizzare lavorativamente per il 2010? Spero di andare avanti il più possibile con questi film. Almeno finché non mi daranno un calcio nel sedere! E spero di poter realizzare, sempre con Aurelio De Laurentiis, un tipo diverso di commedia, con ritmi meno forsennati di quelli imposti dai film di Natale.
Sabrina, questo è per te il terzo film di Natale. Un ritorno molto gradito… Lavorare a questo film è stato splendido! Dopo aver partecipato a numerosi film drammatici, avevo decisamente voglia di tornare alla commedia ed è stato un piacere lavorare di nuovo con Christian e Neri. Partecipare al film di Natale per antonomasia, accanto ad attori come De Sica e Ghini. I ritmi comici restano sempre altissimi e mi sono difesa bene.
Come si sono comportati i ragazzi con te? Non mi hanno dato pace!
Massimo Ghini, un aggettivo per descrivere questo film… Divertentissimo! Si ride tanto. E' un film che merita di essere visto, per questo invito tutti ad andare al cinema. E' un susseguirsi di emozioni. Mi sono divertito moltissimo a girare le scene. Ormai l'intesa con Christian è storica, va avanti da anni.
Emanuele Propizio, questa è la tua seconda prova nel film di Natale. Com’è andata? Benissimo. E’ stata un’esperienza incredibile! Io non ho mai frequentato una scuola di recitazione…E’ questa la mia scuola! Christian De Sica e Massimo Ghini mi hanno insegnato a recitare ma anche Neri Parenti mi ha dato tanto. Sono loro i miei maestri! Da Christian e Massimo ho rubato l’arte dell'attore brillante, da Verdone l'attore comico, da Elio Germano quello drammatico. Poi, quest’anno ho avuto anche una splendida “mamma”: Sabrina Ferilli! Sono onorato per la possibilità che mi è stata data.
Che rapporto hai con Aurelio De Laurentiis? Ho un bel rapporto con il presidente. E’ come un padre! La mia squadra del cuore è la Roma ma, per amor suo, tifo anche Napoli.
Paolo Conticini come hai vissuto questa avventura? Benissimo! Questo è il mio ottavo capitolo nel film di Natale. Per me è sempre fantastico avere una parte in un film così seguito. Sono stato felice di ritrovare i miei amici. La pellicola è da vedere, per cui invito tutti ad andare al cinema.
Michela Quattrociocche, è la tua prima volta in un film di Natale. Cosa hai provato nel ricevere questa proposta? Sono stata felicissima di partecipare a questo film che rappresenta la realizzazione di un sogno. I film di Natale mi accompagnano da sempre; li ho visti tutti. Essere tra i protagonisti è fantastico. Inoltre ho avuto modo di conoscere e lavorare con persone stupende.
Michelle, cosa hai provato nel ricevere per il terzo anno l’invito di Luigi e Aurelio De Laurentis a recitare nel film più atteso dell’anno? Mi sono sentita onorata. Lavorare ad un film tanto atteso è splendido! Io sono in fondo un personaggio televisivo che gioca a far l’attrice una volta all’anno, per cui ringrazio tanto Luigi e Aurelio De Laurentis che mi hanno dato anche quest’anno l’opportunità di esserci.
Progetti futuri? Tornerò a Striscia la Notizia, poi a Paperissima e infine con una nuova sit-com.
Com’è stato lavorare accanto ad Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi? E’ stato bellissimo! Sono due grandi attori e ottimi compagni d’avventura. Mi sono sentita completamente a mio agio. Alessandro e Gianmarco mi hanno insegnato tanto.
Alessandro Gassman, più volte hai lavorato in coppia con Gianmarco Tognazzi e, dopo 9 anni di lontananza vi ritrovate sul set con una nuova presenza: Michelle Hunziker. Come ti sei trovato con lei? Benissimo! Michelle è una persona brillante.
Nel film interpreti un personaggio molto diverso dal tuo modo di essere… Si. Nella vita sono una persona colta, elegante, e film sono un burino. E’stato divertente calarmi in questo ruolo.
Gianmarco Tognazzi, figlio dell'attore Ugo Tognazzi uno dei maestri della commedia all'italiana. Come hai vissuto questa avventura? E’ stata un’avventura fantastica! Nella vita, corteggeresti la donna di un tuo amico? …Assolutamente si!
Luigi De Laurentiis, Beverly Hills rappresenta una meta molto ambita. Oltre alla storia, per il successo di un film, quanto è importante la location? Molto. Quest’anno abbiamo scelto Beverly Hills, perché rappresenta una delle mete più ambite da tutti: adulti e piccini. Lavorare lì è stato entusiasmante ed questo che noi vogliamo donare al pubblico: entusiasmo ed emozione.
Presidente Aurelio De Laurentiis, 26 anni di successi. Cosa ci dice a riguardo? Sono stati ventisei anni incredibili e ho intenzione di continuare ad onorare questa tradizione natalizia. Io e Christian siamo due compagni di gioco ma il mio successo lo devo anche a Neri Parenti, un professionista che da molti anni ormai mi supporta e sopporta. Grazie al mio annuale cinepanettone sono entrato nel libro del guinness dei primati. Il mio film di Natale è l’unico che ha resistito negli anni e nel tempo, l’unico, di nuovo, ad ospitare lo stesso attore. Christian De Sica ha fatto meglio di Jack Lemmon e Walter Matthau. Inutile dire che sono orgoglioso di aver ottenuto questo risultato e naturalmente ho appeso l’attestato sulla parete del mio ufficio.
Qual'è il segreto del vostro successo? Non abbiamo un segreto particolare che ce lo assicura perché i fattori che contribuiscono a creare la giusta alchimia sono molteplici. E’ importante la scelta di un cast affiatato e professionale e soprattutto lo studio accurato delle ultime tendenze del costume e dei tormentoni del momento, dalle mete turistiche alla moda ai fenomeni di massa come facebook. Sono veramente soddisfatto del grande entusiasmo che riscuotono i nostri film e prima di qualsiasi cosa mi propongo di soddisfare le esigenze del pubblico. Credo che sia proprio questa la ragione dei successi al botteghino! Auguroni…felice 2010! Auguri ai lettori di We Can Dance Magazine da Aurelio De Laurentiis. Buon 2010 a tutti! [continua...]
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Ha riscosso un enorme successo la perfomance che ha visto protagonista Dino Piacenti, il 9 novembre scorso a “Aestetica2009” (il XIII Salone mediterraneo della bellezza, del benessere e dell’acconciatura), alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Lo showman si è messo in gioco, cambiando le proprie sembianze grazie alla creatività di Ciro Florio, tra i personaggi di maggior prestigio in Italia nel settore moda capelli e nel maquillage di star del cinema e della televisione. La trasformazione cinematografica ha entusiasmato il pubblico presente che ha affollato lo stand di Ciro Florio quando ha dato a Piacenti le sembianze di un elfo, personaggio che domina la scena cinematografica degli ultimi dieci anni. La passione e la dedizione al lavoro, l’esperienza di vita e i percorsi artistici prestigiosi, la spiccata creatività, fanno di Ciro Florio uno dei maestri più apprezzati del settore dell’immagine. Tra le varie esperienze importanti ricordiamo: la realizzazione dei trucchi del “Pinocchio” di Benigni; ha curato l’immagine dei protagonisti di “Beautiful” durante le riprese girate in Italia; ha realizzato una serie di trasformazioni per “L’amore buio”, la nuova e drammatica pellicola di Antonio Capuano. In occasione di Aestetica2009, il giovane artista ha scelto l’ecclettico Piacenti per dare alla perfomance un tocco di particolare originalità: connubio vincente tra spettacolo e didattica. Dopo la prima parte della perfomance, l’ideatore di We Can Dance ha sfilato con il make up artis per l’intera fiera, facendo sosta nella sala show per dare vita ad un nuovo e doppio spettacolo. Le immagini dell’evento, riprese dalle telecamere del noto format, sono in onda sulle oltre venti emittenti sulle quali è trasmesso il programma e su We Can Dance Television. L’esibizione Piacenti – Florio ha superato ogni aspettativa e si parla già di collaborazioni future. Intanto, mostriamo a tutti i lettori, le foto del backstage della trasformazione cinematografica scattate dal paparazzo napoletano Enzo Calone. In attesa di ammirare un nuovo show che vedrà Dino Piacenti in una veste nuova grazie alla bravura e l’ingegno di Ciro Florio, vi invitiamo a seguire i nuovi appuntamenti di We Can Dance TV e a non perdete i prossimi numeri di We Can Dance Magazine. [continua...]
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Momento magico per Gabriel Garko! Il protagonista de “L’onore e il rispetto”, fiction di Canale 5, continua con successo a mettere alla prova se stesso. Lo splendido attore, che ha recentemente ultimato le riprese di un thriller con Sabrina Ferilli, è nuovamente impegnato nella realizzazione di un’altra pellicola “Il peccato e la vergogna”, in onda il prossimo anno su Canale 5. Complimenti a Gabriel…l’uomo che fa sognare!
Gabriel, grande trionfo anche per la seconda serie de “L’onore e il rispetto”, la nota fiction di Canale 5. Sei soddisfatto? Tanto! Ho girato “L’onore e il rispetto” molto volentieri, per una serie di motivi. Principalmente perché diretto da Salvatore Samperi e per il cast di attori che rispetto e stimo tantissimo. Speravo nel successo ottenuto perché è un film pieno di sentimenti e valori.
Quanto ti è piaciuto interpretare Tonio, il cattivo? Molto. Proprio perché non sono una persona cattiva, mi è piaciuto vestire i panni di Tonio. Tra un film e una fiction, cosa preferisci? Tra un brutto film e una buona fiction, scelgo la seconda. A parità di qualità, invece, scelgo il cinema.
Tra i tanti ruoli di successo, resta impressa la tua partecipazione a “Le Fate Ignoranti”, di Ferzan Ozpetek... E’ stato soddisfacente poter interpretare Ernesto, un malato di Aids che fa parte della “famiglia allargata” di cui si è tanto parlato a proposito del film. Per affrontare il ruolo ho perso 15 chili ma sono contento del riscontro ottenuto e per aver reso bene il mio personaggio. Dovendo affrontare questa grande prova, pensavo ogni giorno di dover morire a breve distanza e questo mi ha aiutato.
Nelle pellicole girate, interpreti spesso ruoli diversi. E’ un caso o li preferisci? I soliti ruoli, un po’ mi annoiano. Mettermi in gioco mi diverte molto e accetto volentieri le sfide. Da zero a dieci, quanto sei stufo di essere considerato solo bello? Dodici! La bellezza è importante ma voglio che la gente apprezzi il mio modo di recitare. Da piccolo cosa sognavi? Sognavo di fare il veterinario. Quando hai avvertito il desiderio di fare l’attore? Da ragazzino mio padre mi portava spesso al cinema e mi affascinava pensiero di vivere e, allo stesso tempo, far vivere un sogno a tutti gli spettatori. E’ stata questa idea a farmi desiderare di fare l’attore.
Ci sveli i nuovi progetti lavorativi? Da poco ho finito di girare “Caldo criminale” thriller con Sabrina Ferilli e adesso sono impegnato nelle riprese di una fiction per Canale 5 “Il peccato e la vergogna”, con Manuela Arcuri. Per la realizzazione di questa nuova pellicola vivrò a Torino per otto mesi. Al momento non posso svelare altro. Cosa ti auguri per il futuro? Di continuare il mio percorso, imparando e dando il massimo. Mi auguro di trasmettere alla gente le mie emozioni attraverso il cinema, rendendo tutti i protagonisti di un sogno…
Buona fortuna! Grazie! [continua...]
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A d v e r t i s i n g
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